Cosa voglio fare per Torino

Per chi mi conosce, la mia volontà di far politica è sempre stata improntata sul forte rispetto verso i cittadini che rappresento e finalizzata al raggiungimento del bene comune attraverso utili confronti, dibattiti e iniziative concrete per far progredire la nostra città non solo economicamente, ma socialmente e umanamente.
Dal manifesto del Partito Popolari Europei si evince questo principio: “Vogliamo la partecipazione di tutta la società civile per realizzare il nostro programma, con le istanze e le nuove idee che ci vengono dai giovani, dalle famiglie, dagli anziani, dai disabili, dagli imprenditori, da tutte le classi professionali ed artigianali, da cattolici e laici, dai moderati. Vogliamo la partecipazione di tutta la società civile, laica e cattolica, perchè è patrimonio comune. Questa è una società in cui viviamo, ci confrontiamo e dobbiamo crescere.”
Da questa solenne e “universale” premessa, amo declinare i quattro punti che da sempre contraddistinguono la mia campagna politica:
TERRITORIALITA’: mantenere il contatto con la gente costituisce il mio principale obiettivo e tale deve esserlo per ciascun politico. Ascoltare la gente, percepirne le richieste e i malumori per tradurli in proposte serie e concrete da sostenere in Comune. Solo ampliando le sedi di partito nelle zone cittadine in cui si sente più la necessità di crescita e rappresentanza, si recupera il terreno perduto in questi anni dalla “Politica” e si riconsegna alla gente il timone di comando.
RAPPRESENTANZA: solo il ritorno al voto di preferenza può garantire il legame con l’elettorato e quindi il sistema elettorale delle amministrative, in cui esiste tale possibilità, deve essere necessariamente allargato anche alle elezioni politiche nazionali con l’attesa riforma voluta da tutti gli esponenti dei vari schieramenti.
SOLIDARIETA’ SOCIALE: la civiltà dei consumi con tutte le abnormi discrepanze e alienazioni prodotte nel tempo, possono trasmettere alle fasce più deboli della popolazione situazioni di disagio, legate allo stato economico, di salute, di socialità. Ascoltare tali realtà continua ad essere fondamentale e fornire le giuste risposte definisce compiutamente l’identikit del politico “tra la gente e per la gente”.
SCUOLA/SVILUPPO/CASA/LAVORO: i nostri giovani hanno bisogno di sicurezza nel futuro, è senz’altro vero. Ma quello che manca sopra ogni cosa è la fiducia nelle istituzioni, prima di tutto territoriali. Scuola, casa, lavoro diventano quindi il trinomio della necessaria realizzazione culturale, sociale, etica e morale del cittadino e ciò il politico non deve mai dimenticarsene. Una serie di aiuti personali, oltre che essere lodevoli e quantomeno improbabili, non risolvono nulla, occorre invece creare un sistema virtuoso in cui ogni attore trovi la giusta collocazione e solo così la dignità di un lavoro diventerà non mero mezzo di sopravvivenza, ma generatrice di energie, di idee, di stimoli per la società civile tutta.

Alcune tra le proposte

- Emergenza abitativa: modificare il Regolamento che tuteli maggiormente i nostri connazionali a fronte di una sempre più grave situazione di povertà causata dalla crisi economica e sociale.


- Operazione “Adottiamo un cane”. Il tutto parte dalla considerazione che attualmente per mantenere i canili municipali il Comune spende 10 euro pro capite al giorno per un totale di circa 280 cani. A questo punto si potrebbe concedere un cane in affidamento agli anziani in ristrettezze economiche riconoscendo loro un contributo di 5 euro al giorno pari a 150 euro mensili. Ciò oltre che costituire un aiuto fisico e psicologico alle persone anziane e sole, darebbe un contributo economico e farebbe risparmiare al comune una cifra intorno ai 6/700.000 euro.


- Operazione “Adottare un nonno”: promuovere e sensibilizzare la cittadinanza attraverso appropriate attività di divulgazione sulle necessità di offrire alle persone sole della terza età la compagnia come si trattasse del proprio nonno!


- Evitare di comunalizzare vie private se non si hanno le necessarie risorse per creare marciapiedi, illuminazione e sottoservizi.


- Intensificare gli eventi e promuovere le fiere al fine di valorizzare la vocazione turistica che Torino intendeva darsi dopo le olimpiadi 2006 e che è risultata sinora disattesa.


- Occorre attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, progettare soluzioni tecnologiche interattive con collegamento wireless che consenta negli spazi oratoriali accedere ad Internet con navigazione protetta onde fare ogni sforzo per evitare che gli oratori delle parrocchie torinesi continuino a lamentare l’allontanamento dei giovani.

Tiziana SALTI
Torino, 31/03/11